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BSFM Libri - Piano dell'Opera

 

Il Piano dell'Opera della Collana di Biblioteca di Studi di Filologia Moderna, a cura del Coordinamento editoriale di BSFM, comprende volumi online open access (ad accesso libero, con download gratuito) di interesse per gli studi storici, linguistici, filologici e culturali, così come comparati, interdisciplinari e di genere, concernenti le civiltà linguistico-letterarie europee (intese in termini culturali e non geopolitiche), statunitensi, ispano-americane e australiane. Studi e fonti, testi d'autore e proposte sperimentali, in versioni mono-, bi- o multilingui, in volumi online 'semplicemente' digitali o multimediali: sono le forme di letture con cui BSFM intende contribuire a costruire un ponte solido, e intensamente frequentato, fra la cultura umanistica (di cui Firenze e l'Ateneo Fiorentino sono, e evidentemente intendono essere, gli eredi per eccellenza) e quella che, ormai diffusamente, viene definita come cultura umanistica post-gutenberghiana, nel nostro caso specifico 'straniera', non direttamente italiana, eppure con essa in intensi rapporti per tradizione e, soprattutto, per una costante e sconfinata opera di traduzione intesa nel più ampio senso del termine. Come ipotesi di lavoro BSFM ha introdotto la definizione di umanistica straniera. Con i volumi della Collana propone letture e interpretazioni nel triplice senso dell'invenzione, conservazione e traduzione: nel senso della mediazione letteraria tout court

Alla realizzazione dell'edizione open access dei volumi della Collana di Biblioteca di Studi di Filologia Moderna concorrono la Redazione BSFM e, quale Editore, la Firenze University Press. E' prevista anche l'eventualità di edizioni a stampa, nella modalità del print on demand (in questo caso acquistabili a pagamento). Aderendo alla scelta del Coordinamento Editoriale BSFM di contemplare la gestione dei diritti connessi con l'edizione dei volumi (il diritto di stampare, riprodurre con qualsiasi mezzo, pubblicare, tradurre, distribuire e vendere) nell'ambito delle licenze Creative Commons, gli Autori afferenti al Dipartimento di Filologia Moderna concorrono con Biblioteca di Studi di Filologia Moderna, ovvero con il Dipartimento di Filologia Moderna, quindi con l'Università degli Studi di Firenze e con la sua casa editrice, a promuovere l'editoria online open accessBSFM aderisce alla licenza Creative Commons "Attribuzione-Non Commerciale-Non opere derivate 3.0". I volumi della Collana BSFM vengono editi previa preventiva presentazione al Coordinamento BSFM dal Referente di uno dei Comitati scientifici di Sezione, e tramite la predisposizione alla pubblicazione da parte della Redazione BSFM. 

Riportiamo qui di seguito, elencati in ordine alfabetico per autore, i volumi pubblicati e i volumi attualmente in programmazione:   

Volumi in programmazione per il 2008     

◦ Fiorenzo Fantaccini, W. B. Yeats e la cultura italiana
abstract: La monografia prende in esame l''italianismo' di William Butler Yeats e la fortuna del poeta irlandese nella poesia e nella critica italiana. Il lavoro è suddiviso in tre parti. La prima esamina la presenza, l'influenza e la suggestione delle "learned Italian things" sull'opera del poeta irlandese. Attraverso un'attenta ricognizione delle letture di Yeats, verificata esaminando i volumi, talvolta contenenti preziose annotazioni, presenti nella biblioteca del poeta custodita dalla figlia Anne, e grazie a un costante riferimento ai testi, vengono analizzati e discussi con efficacia gli influssi italiani più marcatamente presenti nella produzione del Nobel irlandese. In questo capitolo è presentato nella sua interezza il carteggio in gran parte inedito tra Yeats e il filosofo Mario Manlio Rossi. Nella seconda parte viene esaminata l'influenza e la fascinazione esercitata dall'opera di Yeats su quattro poeti italiani: Eugenio Montale, Sergio Solmi e Giovanni Giudici, che di Yeats tradussero alcune poesie, e Lucio Piccolo, che col poeta irlandese intrattenne un breve scambio epistolare, anch'esso ancora parzialmente inedito. La terza parte presenta in dettaglio la fortuna critica di Yeats nel nostro paese: la disamina critica della ricezione dell'opera yeatsiana è seguita da una bibliografia ragionata delle traduzioni e dei  contributi critici che, per la sua mole e minuziosità descrittiva, costituisce un definitivo assessment della penetrazione dell'opera di Yeats in Italia, e, finalmente, smentisce quanto affermato da K.P.S. Jochum, il maggior bibliografo yeatsiano, che "the Italian reception of Yeats remains to be written".

◦ Arianna Antonielli, Da Blake a Yeats: sistemi simbolici e costruzioni poetiche.   
abstract: I sistemi teosofici e misteriosofici di grandi poeti come Blake e Yeats costituiscono una attualizzazione idiosincratica personale di un serbatoio di simboli, di credenze magiche e di visioni occulte molto antiche. Questo studio intende focalizzare l’attenzione sul sincretismo filosofico, mitico ed esoterico dei due poeti, osservando i rispettivi sistemi simbolici e le rispettive costruzioni poetiche.

◦ Marco Di Manno, Tra sensi e spirito. La concezione della musica e la rappresentazione del musicista alle soglie del Romanticismo.
abstract: Il lavoro ripercorre gli sviluppi dell’estetica musicale in quel denso e complesso periodo della storia della cultura tedesca compreso tra tardo Illuminismo, Empfindsamkeit, Sturm und Drang e inizi del movimento romantico, muovendosi entro un orizzonte temporale che va dalla metà del Settecento alla Frühromantik. Il punto di partenza dell’analisi è rappresentato dal dibattito estetico sviluppatosi in Francia e dagli scritti musicali di Rousseau, in cui si teorizzano la superiorità della voce umana rispetto agli strumenti e il primato della melodia. Il filosofo ginevrino celebra il canto primitivo come “lingua delle passioni”, capace di esprimere l’intima essenza dell’uomo. Tale impostazione è ripresa in Germania da vari intellettuali, tra cui Herder e Reichardt, i quali sono a partire dagli anni ’80 tra i principali artefici di quel processo di “sacralizzazione” dell’arte che sfocia nelle nuove teorie romantiche. Entrambi, influenzati dalla tradizione luterana e illuminati dalla scoperta della polifonia sacra rinascimentale, soprattutto italiana, aspirano a ricondurre la musica alla sua antica, originaria funzione di accompagnamento del Gottesdienst, attraverso la quale essa si carica di una missione altissima, divenendo il veicolo di trasmissione della parola divina. Gran parte del lavoro è dedicata ad un confronto tra il pensiero musicale di Wilhelm Heinse e quello di Wilhelm Heinrich Wackenroder. Il mondo solare, pagano, pienamente settecentesco di Heinse e del suo geniale Kapellmeister Lockmann si contrappone alle angosce, ai tormenti del musicista Joseph Berglinger, primo compiuto esempio di “artista problematico” in senso moderno, non più in sintonia, anzi in palese contrasto con la propria epoca. Nelle riflessioni dell’infelice compositore emerge, con lucida consapevolezza, il profondo disagio nei confronti dell’ambiguità, della «delittuosa innocenza» del fenomeno musicale, che agisce da un lato come forza redentrice, dall’altro come una sorta di narcotico che annebbia la mente e fa perdere ogni contatto con la realtà.

◦ Mario Materassi, Go Southwest, Old Man.
abstract: Saggi critici, interviste con autori (R. Anaya, S. Brewer, S. Crawford, R. Currey, T. Hillerman, J. Nichols, W. Satterthwait, J. Van Gieson), interventi sulla letteratura e la cultura del Sud Ovest, per una carrellata di carattere interdisciplinare che indaga, tra l'altro, il romanzo poli-ziesco locale, la filmografia western di John Ford, il mito del West, l'estetica del kitsch, il paesaggio).

◦ Beatrice Töttössy (a cura di), Scrittori ungheresi allo specchio. Antologia bilingue. 
abstract: Si tratta della versione online di un'edizione cartacea realizzata da Carocci editore nel 2003, riveduta e integrata con una premessa del curatore. Con l'autorizzazione di Carocci editore il volume viene riproposto fornito di carattere completamente open access. Contemporaneamente l'antologia viene 'riaperta' a una duplice procedura letteraria di traduzione (verso lingue europee diverse dall'italiano) e di comparazione (con Scrittori italiani allo specchio, antologia bilingue, in corso di progettazione). Si intende, così, 'riutilizzare' per ulteriori elaborazioni l'impronta sperimentale del volume del 2003. Il fatto cioè che, 'disattendendo' la tradizione della storiografia letteraria ungherese tutt'ora fortemente incline a veicolare e indirizzare il destino letterario nazionale, l'antologia bilingue si sia proposto come 'registro' di un insieme di processi interculturali e interletterari condotti nella modalità di un gioco linguistico-letterario 'eterodiretto' (dal curatore) e (come un apparente contraddizione in termine) intensamente 'partecipato' da 53 letterati e 27 giovani lettori-traduttori italiani e ungheresi. Al 'gioco', di forte impatto interattivo, e con una posta in gioco, qual è la traslazione, di valore straordinario, gli scrittori (di età tra i venti e gli ottanta anni, compreso il Premi Nobel 2002, Imre Kertész) hanno preso parte con micro-narrazioni scritte ('su commissione' giocosamente accolta) nel tema dell'esistenza letteraria post-1989, mentre i giovani traduttori vi hanno partecipato dialogando sul proprio doppio radicamento linguistico-letterario, conducendo una sorta di role playing, in certi momenti esteso agli scrittori auto-interpreti. Il volume è anche memore di un primo tentativo di premio letterario europeo dedicato all'incontro tra giovani scrittori dell'Europa 'del centro' e della 'Nuova Europa' (Energheia Europe, Matera 2001, in collaborazione tra associazioni di scrittori italiana, francese, ungherese, studiosi e critici), ed è corredato da parte del curatore di un saggio introduttivo bilingue e di un dizionario bio-bibliografico degli autori e dei traduttori. 
   
◦ Claudia Vitale, Das literarische Gesicht. Moderne Beispiele im Werk Heinrich von Kleists und Franz Kafkas / Il volto letterario. Esempi moderni nell’opera di Heinrich von Kleist e Franz Kafka
abstract: La presente dissertazione confronta l’opera di Kleist e Kafka da una prospettiva antropologica prendendo in considerazione il motivo della corporeità e più in particolare il significato delegato al volto umano, da sempre il luogo più rappresentativo dell’Io. Filosoficamente esso può essere definito una “forma pregnante” ossia una sorta di pars pro toto che unisce sensi, mente, anima e carne, che svela e maschera al contempo. Heinrich von Kleist e Franz Kafka rappresentano due esempi emblematici di due epoche distinte eppur contrassegnate da alcuni motivi comuni; la loro poetica del volto viene analizzata nella cornice storica dei due grandi dibattiti fisiognomici alla fine del XVIII e agli inizi del XX secolo: Kleist nel contesto del noto dibattito fra Lavater e Lichtenberg, Kafka in quello degli studi sulla criminalità di Cesare Lombroso (L’uomo delinquente, 1876) e delle teorie di Rudolf Kassner (Zahl und Gesicht, 1919). Di contro alle teorie di Lavater, Kleist segue il concetto goethiano dell’'individuo ineffabile' che descrive un soggetto divenuto estraneo a se stesso e che rimane 'indicibile'. Per Kafka la fisiognomica, filtrata dalla tradizione ebraica, riveste una certa importanza ma mai come regola tipologica applicabile all’individuo. La tensione kleistiana verso un ideale di autenticità, alla costante ricerca dell’interezza dell’individuo, tipica della Klassik, viene spinta da Kafka alla estreme conseguenze: il volto enigmatico dei personaggi kleistiani diventa in Kafka smorfia, caricatura, perfino un ibrido fra animale e umano, a dire la soggettività omologata e senza volto del Novecento. Nei volti dei due artisti, definiti da scrittori come Stefan Zweig o Thomas Mann, ‘volti fanciulli’ sta iscritta metaforicamente tutta la nostalgia per un’ultima traccia di innocenza, di verità e di umanità, 'già pronta' però a dileguare': “la nostra arte è un essere abbagliati dalla verità. Di vero non c’è altro che la luce proiettata sul viso, che arretra in una smorfia di sbigottimento”.

◦ Roberta Carnevale, Il corpo nell’opera di Georg Büchner. Büchner e i filosofi materialisti dell’Illuminismo francese. 
abstract: L’intera opera di Georg Büchner è estremamente densa di immagini, Witze, metafore attinenti al complesso semantico del corpo, e, più specificatamente, del corpo umano. I costanti e diretti – talvolta estremamente crudi – riferimenti alla realtà fisiologica umana contribuiscono a quella spiccata concretezza espressiva che caratterizza tutta la produzione büchneriana, e possono essere ricollegati, almeno in parte, alla formazione medico-scientifica dell’autore. Essi non hanno tuttavia unicamente la funzione di potenziare la carica espressiva del linguaggio, ma si fanno anche veicolo di molteplici significati e tematiche. Questo studio intende individuare tali significati ed indagare la valenza assunta dal corpo nell’opera di Büchner in tre principali ambiti di analisi: quello politico, quello erotico e quello scientifico filosofico. Tra questi, è sicuramente l’ambito della filosofia ad assumere maggiore rilevanza, in quanto un’analisi della problematica del corpo nell’opera di Büchner conduce necessariamente alla questione del materialismo e quindi allo studio del rapporto – già individuato nella letteratura critica ma ancora mai indagato approfonditamente – tra la produzione büchneriana e quella dei tre principali filosofi materialisti dell’Illuminismo francese, La Mettrie, d’Holbach e Helvétius. La seconda parte del volume è dunque interamente dedicata all’analisi del sostrato filosofico dell’opera di Büchner, analisi condotta sulla base di un diretto confronto testuale tra le opere dei materialisti francesi e quelle del Nostro e volta a individuare la natura e la funzione dei rimandi al materialismo illuministico nella produzione büchneriana. L’approccio integrato ai diversi ambiti di studio mostra come il corpo, inteso come Leib – corpo umano, vissuto e vivente, centro di percezione ed esperienza soggettiva – non abbia solo una funzione centrale nell’impianto figurativo delle opere letterarie, ma costituisca anche il punto focale dello sguardo büchneriano sull’uomo ed assuma così un’importanza fondamentale sia nei tre ambiti esaminati che in quello prettamente estetico. La conclusione del volume è volta dunque a penetrare e definire tale 'importanza' e delinearne le conseguenze per l’interpretazione dell’estetica büchneriana.

◦ Ornella De Zordo, Fiorenzo Fantacc
ini (a cura di), Il Canone e le sue revisioni.  
abstract: Le recenti prospettive critiche hanno minato la stabilità del concetto stesso di Canone letterario, liberando la letteratura (in particolare il romanzo) dalla rigidità di ruoli, schemi, forme e confini prestabiliti. La letteratura accoglie il pastiche, la riscrittura, e rimodella stili e generi fino ad allora separati; si esprime attraverso voci provenienti da luoghi da sempre esclusi dal processo di canonizzazione. Il volume si compone di saggi di diversi autori che affrontano le problematiche relative al Canone letterario sotto varie prospettive.  

◦ Beatrice Töttössy,
Letteratura in Ungheria 1945-2008
abstract: Si tratta della versione online, riveduta e aggiornata, di un saggio pubblicato nell'opera collettiva di G. Cavaglià et al., Storia della letteratura ungherese, voll. I-II, a cura di B. Ventavoli, Lindau, Torino 2002-2004, pp. 181-382. Il volume open access in particolare verrà integrato di due capitoli: l'uno illustrerà gli sviluppi più recenti, in corso nella comunità letteraria ungherese, per quel che concerne l'idea di letteratura nazionale e di linguaggio letterario, il rapporto tra tecnologia e creazione letteraria, il senso e la funzione dell'agire letterario; l'altro proporrà un itinerario interpretativo in quell'area specifica della letteratura ungherese che dalla stessa comunità letteraria dell'Ungheria, insieme con gli hommes de lettres ungheresi legati a più contesti letterari europei e/o extra europei, viene creata e alimentata quale letteratura ungherese in traduzione. L'autorizzazione dell'Editore Lindau a riprodurre il saggio ("in estratti separati o raccolti in volume, purché indicanti l'opera da cui provengono e l'editore della stessa") è compresa nel contratto della versione cartacea (23 febbraio 2002). 



Altri volumi in programmazione sono inseriti nel piano d'opera delle singole sezioni.


 
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